Pranayama

Con il termine Pranayama, generalmente utilizzato al plurale per indicare tutti i respiri vitali, si vuole definire quella precisa scienza del respiro attorno la quale gira la ruota di tutta la nostra vita. “PRANA significa ENERGIA, YAMA significa CONTROLLO”

L’estensione del respiro ed il suo controllo, che agisce su ogni fase della respirazione, ovvero l’inspiro, l’espiro, e le conseguenti pause a polmoni pieni o vuoti, può avvenire con l’applicazione di tecniche che chiunque può sperimentare, anche solo grazie ad un allenamento. Tuttavia, con una pratica non adatta del Pranayama, l’allievo può introdurre diversi disturbi attraverso il suo sistema respiratorio, come la tosse, mal di testa, agli occhi e alle orecchie, fino ad una spiacevole irritazione nervosa. E necessario molto tempo per apprendere le giuste, lente, e regolari inalazioni ed espirazioni affinchè si possa parlare di controllo dell’energia. Occorre infatti tenere in considerazione quante cose sono tutt’ora inspiegabili in materia di energia, nonostante gli innumerevoli progressi in tutti i campi scientifici. L’energia continua a far parte di quei misteri che almeno parzialmente possono essere svelati da chiunque, ma serve una progressione guidata ed esperta, almeno all’inizio, per non confondere gli effetti oggi giorno ampiamenti discussi ed attributi al Pranayana, con il vero significato che questa Scienza può svelarci se integrata nella nostra vita.

Come avvicinarsi alla pratica

Prima di sedersi per praticare una tecnica, un Pranayama, è necessario esercitarsi a lungo nell’ascolto dell’atto del respirare, poichè il respiro è l’espressione più profonda e vicina al nostro Essere. Questa scienza si colloca nel mezzo di un percorso, che porta la ricerca di un praticante dalle fasi esterne a quelle più interiori. A questo punto l’esperienza diventa soggettiva, e dipenderà dal livello di consapevolezza che si riuscirà a raggiungere. Attreverso le tecniche quindi, nel corso dell’inspirazione si riceve energia sotto forma di respiro (puraka), che viene trattenuta al fine di ascoltarne la qualità nella ritenzione a polmoni pieni (kumbhaka), e che infine viene liberata con l’espiro (rechaka) svuotando insieme ai polmoni tutti i pensieri e le emozioni. Solo a questo punto, a polmoni vuoti in una fase di sospensione (denominata sempre kumbhaka), l’energia individuale potrà fondersi con un’energia superiore, “primordiale”. Le diverse tecniche del Pranayama rappresentano il mezzo di controllo, per veicolare e direzionare l’energia vitale (prana) attraverso gli innumerevoli canali energetici (nadi), che si estendono come un percorso capillare in tutto il nostro corpo.

Show Buttons
Hide Buttons