I Chakra nel web

Sempre più spesso mi capita di incontrare persone che in un modo o nell’altro sono a conoscenza di questa parola “CHAKRA”. Ancora una ventina di anni fa certi termini erano meno diffusi, sicuramente per l’utilizzo diverso che si faceva dei computer, e quindi perché le Dicipline Orientali si stavano ancora diffondendo com’è invece avvenuto tutt’oggi.

Ormai un po’ tutti, perché abbiamo frequentato o stiamo frequentando un corso, o più semplicemente perché navighiamo in internet, siamo a conoscenza dell’esistenza di questi Chakra, e sappiamo che da loro dipende l’equilibrio della nostra condizione interiore. A seconda poi del Chakra, corrispondono manifestazioni positive o negative delle sue funzioni, che vanno dalle emozioni agli stati mentali, al funzionamento dei nostri organi.

Le indicazioni si sprecano, i riferimenti tra una condizione emotiva, l’organo di riferimento, il cuore ad esempio, e quindi il quarto Chakra corrispondente a tale condizione, intendiamoci, tutto ciò che possiamo trovare sui libri o sui social sono affermazioni corrette, ma il modo in cui vengono trattate da chi le condivide e da chi le riceve sono privi di fondamenta.

Se ci si pensa, a differenza di vent’anni fa, ora ci sono milioni e milioni di persone che si sono avvicinate alle Discipline Orientali, come l’Hatha Yoga, la Meditazione, e mi riferisco anche a persone di rilievo come attori, politici, imprenditori, tutte persone che sicuramente hanno contribuito anche involontariamente alla diffusione di certe pratiche.

Ti viene da pensare che il mondo dovrebbe essere un luogo più consapevole oggi, rispetto a venti, cinquanta anni fa. Anche grazie alle migliaia di scuole e associazioni che si sono diffuse in ogni più piccolo centro abitato. Eppure, a che punto siamo giunti con tutta questa conoscenza? E la mia non vuole solo essere una domanda retorica, me lo sono chiesto davvero!

Certo, il pianeta non è gestito da persone propriamente consapevoli. Ma se non fosse perché mi possono costringere con la forza, fino a prova contraria, ognuno di noi è libero di non farsi influenzare dalla società odierna, a maggior ragione sapendo tutt’oggi che gran parte degli ostacoli derivano da condizioni interiori di squilibrio che possono essere regolate.

In relazione alla nostra società, la conoscenza sui Chakra risponde alle nostre insicurezze, alla nostra aggressività, opportunamente spiegando come interagire sulle funzioni energetiche, per favorirne o contrastarne gli effetti. Ma da cosa è dipeso il loro squilibrio, dalla società e da come viviamo? Perchè allora viviamo in questo modo ancora, vista una così ampia diffusione di pratiche e tecniche, come nella storia occidentale non si era mai visto? Tuttavia, a ragione del fatto che ognuno è libero di farsi una sua idea, preferisco tenere per me stesso le considerazioni che mi portano a certe risposte, e concludere l’articolo con uno spunto diverso.

Una delle ragioni percui la conoscenza dei Chakra si è così diffusa, è stata certamente per la necessità di trovare risposte alle negative condizioni interiori della nostra società. Questi aspetti interiori, sono stati soprattutto considerati in base alle loro disfunzioni, che vengono trattate degli operatori, tenendo conto che una pratica equilibrata in relazione alle funzioni positive, ne possa riequlibrare o regolare gli aspetti, migliorando in questo modo la nostra condizione iniziale, la nostra vita.

Sarebbe come dire che se sono triste per essermi tagliato un dito, allora mi vado a comprare un vestito nuovo per tirarmi su il morale. Certo! La cosa non potrebbe che distrarmi e farmi sentire meglio, ma il male del taglio passa in questo modo? Cosa succede ogni volta che uso la mano secondo voi, mi torna in mente il vestito nuovo?

Ciò purtroppo produce solo risultati transitori. Una persona certamente si armonizza, per un giorno o due, ma poi? Quello che si continua a confondere, nell’esempio appena fatto, è che più di comprare un vestito per appagare un problema, per evitarne in futuro, sarebbe più opportuno che io imparassi ad essere più consapevole quando uso un coltello. Continuando poi a comprare vestiti se lo desidero.

Sono praticamente d’accordo con ogni parola che troviamo nel web, che ci parla di funzioni positive o negative riferite ai Chakra, e più in generale alla Scienza della Conoscenza Interiore di cui possiamo leggere sotto ogni forma. Tuttavia, quando ci accostiamo ad un lavoro legato agli stimoli interiori, le questioni non si possono rapportare al fare qualcosa di giusto, per compensare una disfunzione. Prima di tutto è necessario essere guidati a comprendere l’origine della disfunzione, intervenire in un modo adeguato e consapevole, anche lavorando sui processi interiori per riequilibrarli, e poi proseguire con l’approfondimento e la stimolazione di quei processi, scoprendo il senso reale che può avere questa conoscenza per la nostra esistenza.

Al bisogno va bene tutto, ma capire cosa si sta facendo è un’altra cosa!

Donato Torreggiani

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