La mente nello Yoga

Nella pratica dello Yoga, si dice che uno dei maggiori ostacoli da superare sia la nostra mente. A questo proposito le spiegazioni degli esperti si sono fin sprecate, è non ho nulla da aggiungere a ciò che ormai è risaputo, tuttavia, per quanto considero vere certe affermazioni, ritengo che l’argomento possa essere ulteriormente approfondito.

La Mente è un ostacolo? Beh, questa è un’affermazione un pò troppo generica, anche perchè l’area cerebrale è piuttosto estesa, e un’altra cosa ben risaputa, è che di tutta quella massa quando va bene siamo in grado di sfruttarne solo il 15%. Detto ciò, bisognerebbe chiarire cosa s’intende per “mente”, tutto il cervello o solo un’area di esso; gli esperti di Yoga allora a cosa si stanno riferendo?

Io credo che affermare che la mente sia il problema, ciò non sia una risposta sensata allo Yoga, ma alle anormali condizioni sociali, ambientali e morali dei nostri tempi, perchè se più della mente, consideriamo che siano determinate aree del nostro cervello a crearci gli ostacoli, le nostre considerazioni non si possono più riferire ad una sola causa.

Penso in primo luogo che la gran parte delle persone che praticano Yoga, in realtà non stiano praticando lo Yoga, forse qualcosa di simile che si rifà ad esso nei movimenti, altrimenti non si spiegherebbero certi problemi, soprattutto legati al nostro modo di vivere e non alla Disciplina.

Durante la pratica dello Yoga l’allievo viene guidato sia nei movimenti che nell’attenzione, è certamente non può essere consapevole di ciò che avviene, tuttavia può sperimentare da subito un profondo senso di calma e armonia. Quindi dov’è il problema?

Ogni individuo contiene dentro di se un potenziale di 860 miliardi di Neuroni, e come detto quando va bene ne sfrutta il 15%. (riferimenti indicativi)
Non possiamo negare però dove questo 15% ci ha portato, se consideriamo il primo uomo che ha capito come accendere un fuoco, e noi oggi in grado di compiere viaggi spaziali. Detto ciò come si può considerare la nostra mente un problema?

In riferimento allo Yoga invece, le persone molto spesso sono motivate a ricercarlo perchè sono già in difficoltà con la propria mente, e non riuscendo forse a coglierlo, più che altro coinvolte dalle manifestazioni soggettive di certe disarmonie, attribuisco allo Yoga poteri di guarigione solo in base alle proprie aspettative, e questa è unicamente la risposta sociale su cui tutti dibattono.

La mente nello Yoga non è di nessun ostacolo, non deve essere superata, bensì utilizzata in base ad una profonda conoscenza, quale è lo Yoga stesso, è trattandosi di una Disciplina davvero complessa ovviamente risulterà difficoltosa apprenderla, ma non è un problema della mente.

Il punto è che la nostra capacità celebrale è un potenziale, ma è latente, perchè secondo l’esempio di prima, quanti di voi (15%) sono in grado di raccogliere degli oggetti in natura per accendere un fuoco? Non parliamo di partecipare ad una missione spaziale..

Il problema in questi casi sarebbe ancora la mente?

Dubito fortemente che il primo umanoide abbia acceso da se stesso il fuoco, sono invece molto più convinto che abbia prima avuto il modo di vederlo, conoscerlo, ad esempio in seguito alle eruzioni, perchè non può avere inventato il fuoco e basta, senza che sapesse già in parte come utilizzarlo.

Tutto ciò ha in seguito generato un’evoluzione incredibile, per noi che possiamo considerare tutta la storia, che si è sviluppata a partire dai processi mentali di quelle persone, e che in buona sostanza rappresenta la base di ogni processo evolutivo.

Tutto questo può è deve anche essere riferito allo Yoga, il quale stando a metodi formativi non ha eguali. Durante la pratica ci troviamo davanti alla stessa difficoltà che avremmo di accendere un fuoco, perchè dentro di noi i processi mentali per farlo sono latenti.

Lo Yoga diventa quindi una preziosa esperienza formativa. La sua complessità predispone le nostre capacità celebrali, non più solo attraverso i sensi fisici che ci hanno permesso di evolvere, ma soprattutto allo sviluppo di particolari percezioni sensoriali in grado di elevare la consapevolezza di ciò che viviamo.

Donato Torreggiani

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