PERCHE’ PRATICARE LO YOGA – seconda parte –

PERCHE’ PRATICARE LO YOGA? – seconda parte –

Lo Yoga ci è stato trasmesso per ragioni evolutive, ma perché l’essere umano ha bisogno di queste discipline e non si evolve spontaneamente? Così si concludeva il precedente articolo, cerchiamo allora di capirne le ragioni.

In primo luogo l’essere umano non sa che deve evolvere, e confonde questa realtà con la crescita e l’invecchiamento del proprio corpo. Tuttavia anche il fisico non si sviluppa per grazia ricevuta, abbiamo bisogno di nutrirlo ad esempio, altrimenti si muore, abbiamo bisogno di allenarci e rimane in forma, abbiamo delle esigenze in buona sostanza che vanno dall’aspetto fisico a quello sentimentale. Queste esigenze devono essere soddisfatte, tutte, e per ognuno di noi nella misura in cui ha bisogno, altrimenti viene a mancare da quel termine che ci definisce come specie la parola “essere”.

Nel frattempo che gli anni passano acquisiamo delle informazioni, impariamo a fare tante cose, le quali messe in fila una davanti all’altra ci danno l’impressione di andare avanti e di aver acquisito conoscenza. Chi non conosce le cascate del Niagara, le Piramidi, quale sia la montagna più alta del mondo, che lo spazio è infinito; chi non sa fare un lavoro, guidare una macchina, usare un computer, cucinarsi un piatto di pasta, fare all’amore o leggere un libro? Quante cose sappiamo fare, ma, ed è un grosso ma, tutte queste conoscenze denotano forse uno stato evolutivo?

Certo, se parliamo di società e ci paragoniamo ai cavernicoli, certamente ci siamo evoluti. Ma presi singolarmente, confrontandoci con eccezioni individuali come un Leonardo da Vinci, come un Ghandi, un Buddha, un Dante, un Einstein, un Platone, un Confucio e chi altri… beh, se prendiamo ciò che noi abbiamo fatto o acquisito e lo paragoniamo alla vita di questi Esseri, ci sentiamo ancora così evoluti? Pensate che anche queste persone non avessero esigenze e non lavorassero? Si, non andavano in fabbrica, ma dal proprio sostentamento non potevano esimersi come ognuno di noi.

Tutti siamo nati inconsapevoli e senza capacità, ma non siamo destinati a diventare tutti degli Einstein. Quell’uomo però è partito dalla nostra medesima condizione, è nato da donna, ha percorso la sua strada ed è divenuto l’Einstein che noi conosciamo. Il nostro destino qual è? Lavorare in fabbrica? In banca? Andare in ferie ad agosto? Possedere auto, moto, case con la piscina? Divenire la fotocopia di Platone o Leonardo?

Proprio come confondiamo la crescita e l’invecchiamento con l’evoluzione della nostra vita, confondiamo l’acquisizione di beni materiali e concetti con l’idea di possedere delle capacità e una conoscenza, sentendoci falsamente sicuri di noi stessi. Lo vediamo tutti con la Pandemia quanto siamo equilibrati, e se un minimo si conosce la storia, non si può negare che eventi del genere siano accaduti solo ai giorni nostri.

La seconda ragione del perché l’essere umano non evolve spontaneamente, come ogni specie presente sul pianeta che raggiunge il suo equilibrio con la natura, e da ricercarsi nella nostra storia più antica. A partire dal fatto che non è mai stato trovato l’anello mancante tra i nostri primitivi antenati e l’Homo Sapiens, tratti genetici e relativi a parte, la nostra specie sembra avere un’origine al quanto misteriosa, un po’ come se ad un certo punto fossimo apparsi o portati qui.

Non è esattamente ciò che credo, ma proviamo a rifletterci un attimo solo per capire il discorso. L’essere umano, è non starò qui a fare l’elenco come prima, può anche essere Inumano ad esempio. Voi conoscete cani che non sono in tutto per tutto dei cani, degli Inucani? Gatti? Uccelli? Alberi o pietre? In buona sostanza, animali o vegetali che non siano in risonanza completa con la natura? Noi invece siamo anche in grado di rimanere allo scuro di tutto ciò, nella migliore delle ipotesi, addirittura di andare contro la natura nella peggiore.

Noi, essere umani, per entrare in risonanza con la vita su questo pianeta dobbiamo seguire un percorso, un insegnamento che porti a sviluppare al massimo le nostre qualità di individui. Noi non abbiamo artigli, dobbiamo modificare l’ambiente in cui viviamo perché non sappiamo resistere al caldo e al freddo, non abbiamo nemmeno l’agilità di un felino, e per i primi vent’anni dipendiamo completamente dai genitori. Nessuna specie è così inadatta alla vita come noi alla nascita. L’unica protezione di cui disponiamo, se così si può dire, sono i capelli che crescono all’infinito per chi ce li ha. Però in natura che utilità hanno?

E come se noi non fossimo del tutto naturali, per questo motivo abbiamo bisogno di evolvere; si come società, ed infatti oggi godiamo delle scoperte fatte da altri nel passato più o meno recente, ma ciò non ci assicura che l’evoluzione sia anche individuale. Ed è qui che le discipline come lo Yoga ci vengono incontro, per favorire questo processo individuale e personale, indipendentemente dai soldi, dalle case o dal lavoro che facciamo, perché è vero che ci distinguiamo dagli animali, ma tutti gli esseri tra di loro sono simili o quanto meno funzionano nello stesso modo.

Perché siamo diversi dalle altre specie e come mai funzioniamo in un determinato modo, lo approfondiremo nel prossimo articolo. In conclusione però, per quanti non lo sapessero, non voglio dire che Leonardo o Dante praticassero lo Yoga così come noi lo conosciamo, tuttavia è certo, ed è testimoniato che avessero avuto accesso anche alle tradizioni, ai sistemi e alle pratiche orientali e mediorientali.

Donato Torreggiani

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