Right or…

Quando partono i pensieri e non sai dove arrivi, a volte apri gli occhi e vedi come vivi..

Quando possiamo osservarli davvero, raramente i nostri pensieri corrispondo alla realtà che ci circonda; siamo sempre proiettati su altro, e forse è per questo che amo scrivere, per fermarmi, per scavare a fondo in quello che sento e capire dove mi trovo..

Accade di perdere ogni riferimento e i pensieri si trasformano in lunghe giornate, e quando diventano sensi di colpa sono ancora più pesanti, come prigioni per la nostra mente. In quei momenti però accadono anche due cose importantissime. La prima è che la nostra attenzione si concentra sul presente, e la seconda, momento in cui uno come me si ferma a scrivere, abbiamo la possibilità di osservare quanto la vita avanzi più per una serie di trasporti che per reali scelte.

E mentre stiamo giudicando proprio ciò che ancora stiamo vivendo – soprattutto perchè non sappiamo gestirli questi momenti – succede altro e veniamo distratti dagli impegni, sopraffatti dalle cose da fare, e la nostra attenzione si allontana proiettandosi ovunque. Tuttavia abbiamo visto, e le sensazioni continuano a ricordarcelo, anche se poi non possiamo fare altro che adeguarci.

Cosa sia giusto o sbagliato vivere chi lo stabilisce? la logica? la morale? la legge? Dio?

Noi in primo luogo avvertiamo solo delle sensazioni nascere dentro di noi, ed è in questo modo che giudichiamo il presente. Ed è quindi un’emozione a produrre sensazioni e pensieri che in quel momento diventano la realtà; ma quando ci ripensi non sai nemmeno da dove ti siano arrivati. Ecco cosa volevo intendere con apriamo gli occhi e vediamo: in quel momento sentiamo che tutto ciò che abbiamo intorno non corrisponde più con ciò che sentiamo di essere.

Credo che in realtà, quando cerchiamo di stabilire cosa sia giusto o sbagliato già conosciamo la risposta, ma rimaniamo nel dubbio solo perchè non ci è possibile distinguerla. Torniamo e ritorniamo sui nostri pensieri per capire come agire, e non ci accorgiamo che invece sono proprio le nostre sensazioni a darci l’indicazione giusta. Ma se le nostre emozioni entrano in conflitto con il presente non ci sarà pensiero che possa rassicurarci, anche se per un lasso di tempo più o meno lungo ci obbligheremo a ignorarle e ad adeguarci.

Quante cose si muovono intorno a noi sulle quali non abbiamo nessun controllo. Quando la risposta a ciò che osserviamo trova una ragione d’essere solo nella fortuna o nella sfortuna, nel giusto o nello sbagliato, la scelta che dobbiamo fare deve anche tenere in considerazione ciò che le sensazioni ci fanno sentire reale in quel momento. Ed è a questo punto che tutto diventa un pò confuso.

Dobbiamo capire in quale realtà stiamo vivendo, e per farlo dobbiamo avere il coraggio di fare distinzione tra ciò che facciamo e ciò che ci rappresenta, che raramente coincidono, anzi molto spesso si evidenziano due realtà completamente diverse.

Ragione a parte, quante persone possono dire che quello che fanno ogni giorno corrisponde a ciò che desiderano fare? Quante volte ci siamo sentiti costretti a fare, lavorare, alle volte anche ad amare! Quante volte ancora ci servono per capire quanto tutto sia relativo, se lo giudichiamo con la mente o se lo osserviamo attraverso le sensazioni, per poi sentirsi così lontani dalle scelte che un tempo abbiamo fatto, e ricadere inermi nella routine senza rendersene conto?

Riconoscere ad esempio che il nostro lavoro non ci rappresenta non significa odiare il lavoro! Tutto sta a come ci rapportiamo con esso; infatti se non avessi il mio cosa farei tutti i giorni? Sì, una vacanza è un conto, è un bisogno fisiologico, ma stare con le mani in mano dopo un pò annoia, perchè tutti abbiamo una certa inclinazione a dare un senso alla nostra vita. Esprimere le proprie capacità soddisfa, appaga, fonde le nostre sensazioni con i pensieri, permettendoci di osservarli prendere forma e divenire reali.

Quando la vita dipende da noi, o quando ci troviamo in una situazione “limite”, non impieghiamo anni per fare una scelta ed agiamo subito per concretizzare le nostre idee (fermo restando che ci sono situazioni abbastanza compromesse, che non possono essere cambiate da un giorno all’altro, non sono un ipocrita).

Detto questo il punto è: noi apriamo gli occhi e vediamo e quando accade le giornate invece di migliorare diventano lunghe, perchè diventiamo ostili, la nostra mente lo diviene quando rapportiamo le scelte che dobbiamo fare con il concetto di giusto o sbagliato, ma nel farlo in realtà non facciamo altro che uniformarci a regole già stabilite, secondo il nostro credo.

Ad esempio, una persona scientifica avrà la tendenza a seguire una certa logica nelle sue scelte, come una persona spirituale tenderà a seguire dei preconcetti religiosi, senza che uno escluda l’altro, in ogni caso però saranno sempre e solo le sensazioni a determinare una direzione, rendendo tutto quello che abbiamo intorno così relativo da farci perdere ogni riferimento precedente.

Al prossimo esame, sapremo cosa osservare per distinguere ciò che in quel momento sarà più giusto per noi?

Donato Torreggiani

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